3 Aprile 2025

“Women Footbal Rising Stars”: Morena Gianfico, attaccante del Napoli Femminile e della Nazionale Italiana Under 17

Nella foto Morena Gianfico con la maglia del Napoli Femminile (foto Ufficio Stampa Napoli Femminile)

Immaginate uno sportivo che ha tutto: fama, successo, trofei che brillano come medaglie al valore. Uno sportivo che domina la scena con una racchetta in mano, adorato da milioni di fan che vedono in lui il simbolo della perfezione. E ora immaginate che questo atleta, mentre la folla lo acclama, dentro di sé stia gridando. Perché odia ciò che lo ha reso una leggenda.

“Il tennis è uno sport crudele. Ti mette a nudo davanti a tutti. Non puoi nasconderti. Le luci sono puntate su di te, ma quando sei solo in campo, e senti che stai crollando, è lì che ti rendi conto di chi sei veramente.”

Questa è la storia che Andre Agassi ci racconta in Open, una biografia che non è un semplice resoconto di vittorie e sconfitte, ma un atto di ribellione contro l’immagine perfetta del campione. Agassi squarcia il velo che separa gli atleti dal mondo comune, rivelando ciò che nessuno vede: le paure, i fallimenti, le cadute. Ci racconta di un bambino costretto a giocare, di un ragazzo che si perde e di uno sportivo che, a un certo punto, deve scegliere se continuare a soffrire o provare a rinascere.

Open è più di un libro: è un viaggio nell’anima di un atleta che, tra demoni interiori e resurrezioni personali, ci ricorda che anche i più grandi sono, prima di tutto, umani. E che, dietro la magia di un dritto vincente o di un ace perfetto, c’è una vita piena di imperfezioni. Come la nostra.

E allora viene spontaneo chiedersi: quante volte è successo anche a noi? Come persone comuni, abbiamo trovato una strada, l’abbiamo seguita con convinzione, magari per anni, pensando fosse quella giusta. Eppure, nonostante l’impegno e i sacrifici, ci siamo ritrovati a cadere. Per mille ragioni: un errore, una scelta sbagliata, un ostacolo che non avevamo previsto. È in quei momenti, però, che scopriamo chi siamo davvero. Perché rialzarsi non è mai facile. Serve coraggio, serve fatica, serve una forza interiore che, spesso, pensiamo di non avere.

All’inizio è stato tutto bellissimo, vivevo un sogno, ed anche il mio esordio, grazie a mister Biagio Seno, è stato di un’emozione indescrivibile. I pochi minuti che avevo a disposizione passavano in un attimo, ed io non ho mai espresso il mio valore, anche perché il passaggio dalla categoria Primavera 2 alla serie A è stato, atleticamente parlando, difficilissimo. La nota dolente è questa: dal gioco sono passata al professionismo ed ho cominciato a sentire troppe pressioni e troppa responsabilità per i miei 16 anni. Oggi mi ritrovo a dovermi rimettere in gioco e far sì che possano avere di nuovo fiducia in me.” Sono parole forti e cariche di significato quelle che rivela ai nostri microfoni Morena Gianfico, professione attaccante del Napoli Femminile e della Nazionale Under 17.

In un contesto molto particolare e profondamente passionale, come quello che offre Napoli, si inserisce la storia di una giovane calciatrice innamorata del calcio sin da piccola, in una famiglia dove si respira amore profondo per colori e maglia ben precisi e dove colui che spinge il tasto “Avvio” non può che essere il primo compagno di giochi. “La mia passione è nata grazie a mio fratello, con il quale già da piccolina scambiavo i primi passaggi. Essendo l’unica ragazzina nel complesso residenziale dove vivevo, potevo solo giocare per strada con i miei amici maschi, ovviamente a calcio.”

Parlavamo di contesto e di come questo sia capace di influenzare scelte ed indirizzare la vita delle persone. Per Morena sembra non esserci apparentemente scelta, eppure proprio in questo scenario lei si trova pienamente a suo agio, vivendolo appieno nella sua totale bellezza. “Vivo in un contesto ed in una città dove l’amore per la maglia e per questo fantastico sport è talmente elevato e caloroso, che inevitabilmente a casa si mangiava pane e calcio. I sentimenti che hanno generato, e generano tutt’ora, sono di amore e passione, ma con la vittoria dello scudetto di qualche anno fa del mio Napoli si è generata in me una forte emozione e commozione dovuta anche al fatto che in quella stagione ero tra le raccattapalle ufficiali designate.”

Il Napoli e, in particolare, la versione al Femminile sono oggi il mondo che ruota intorno a Morena, nonostante una piccolissima parentesi alla “Sport Planet, attualmente Magic Planet, di cui riservo un bellissimo ricordo. Mi sento ancora una volta di ringraziarli perché proprio grazie alla loro passione e serietà sono potuta arrivare dove sono attualmente.”

Napoli Femminile appunto, la squadra dove segna un record importante. A soli 16 anni Morena Gianfico è la più giovane calciatrice ad aver esordito nella Serie A femminile nella stagione 2023-2024. Un momento speciale arrivato pochi giorni dopo un altro passaggio altrettanto significativo. La firma del suo primo contratto da professionista.

Spesso si evidenzia la bravura di un atleta nel saper bruciare le tappe e diventare grande ben prima di esserlo per età. Spesso non ci si accorge, però, come la fretta sia invece deleteria se combinata ad una forte aspettativa. La bravura sta nel cercare la soluzione a fronte di un problema con la giusta maturità e sapendo che, un passo indietro, è solo il modo migliore e più maturo per prendere la rincorsa. “Sono tornata a giocare anche in primavera, perché ho attraversato un momento difficile e ho avuto bisogno di rimettermi in gioco, anche cercando il giusto supporto. Qui sto benissimo perché mi sento una leader ed ho capito che, forse, ho bisogno ancora di trovare maggiore autostima per la prima squadra. In questo periodo sono stata molto aiutata e coccolata dalle mie compagne di squadra in serie A. Paola Di Marino, Ginevra Moretti e Michela Giordano, in particolare, sono coloro che ho sentito più vicine e le ragazze con le quali ho creato un rapporto più profondo.”

Nella giovane carriera di Morena c’è un’altra squadra, altrettanto importante, che ha un peso specifico non solo per il valore della maglia ma anche per superare l’ostacolo descritto in precedenza, grazie anche al valore dei legami che si creano nello spogliatoio. “La convocazione in Nazionale Under 17 mi ha ridato la voglia di rimettermi in gioco in questo momento di difficoltà. Vivo questi momenti con grande trepidazione soprattutto per le prossime convocazioni, ho una voglia matta cantare di nuovo l’inno di Mameli insieme alle mie compagne. L’ambiente della Nazionale è fantastico, sia il gruppo delle ragazze sia lo staff è fantastico. La cosa più bella è il forte legame che c’è tra tutte noi che va oltre i colori e i luoghi in cui uno vive. Fuori dal campo siamo tutte molto amiche.”

Ritrovare lo spirito, le motivazioni, il fuoco. Questo è ora l’obiettivo di Morena che, consapevole dei propri mezzi e delle sue capacità, non si nega i sogni speranzosi di tante calciatrici come lei quali “… il primo gol in serie A, la convocazione in Nazionale Maggiore, vincere un campionato e poter giocare la Women’s Champions”. Il tutto senza dover necessariamente emulare calciatrici o calciatori, l’importante è “… cercare di trarre il meglio da chi ha più esperienza ed è più bravo di me. Per questo guardo molte partite ed osservo tanti calciatori”

La storia di Morena Gianfico, come quella accennata all’inizio di Agassi, in fondo, non è solo la vicenda di un’atleta in difficoltà alla ricerca delle giuste motivazioni per ritrovare la fiducia. È, piuttosto, un monito ed un esempio per tutti noi. Ci insegna che cadere non significa fallire, ma avere l’opportunità di guardarsi dentro, ritrovare sé stessi e tornare a risalire. Perché la grandezza, quella vera, non si misura dai traguardi raggiunti, ma dal modo in cui scegliamo di affrontare la salita quando il mondo sembra crollarci addosso. E Morena sembra averlo capito nonostante la giovane età. A dimostrazione del fatto che sapere gestire il proprio talento e metterlo

di Ernesto Pellegrini

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